C’è qualcosa di paradossale nell’assistere a tre lanci, o quasi, tutti concentrati sullo stesso concetto: togliere l’ibrido, montare un cambio manuale, abbassare il prezzo. Nel 2026. Nell’era della transizione energetica. Eppure eccoci qui.

Fiat Grande Panda, Fiat 600 e Lancia Ypsilon si presentano con un tre cilindri 1.2 turbo da 100 CV abbinato a un cambio manuale a sei marce. Stesso motore. Stessa filosofia. E un messaggio abbastanza chiaro: c’è ancora gente che vuole guidare un’auto senza dover spiegare al concessionario cosa sia un e-DCT.

La tecnica

Tutti e tre condividono il tre cilindri 1.2 turbo siglato EB2LTED, di terza generazione, con distribuzione a catena dettaglio non trascurabile, visto che la versione precedente con cinghia a bagno d’olio è rimasta impressa nella memoria per le ragioni sbagliate.

ModelloCilindrataPotenzaCoppia0–100 km/hConsumi WLTPCambioOmologazione
Fiat Grande Panda1.199 cc100 CV205 Nm a 1.750~11,2 s~5,8 l/100kmManuale 6Euro 6e-bis
Fiat 6001.199 cc100 CV205 Nm a 1.750~11,5 s~5,5–5,8 l/100kmManuale 6Euro 6e-bis
Lancia Ypsilon1.199 cc100 CV205 Nm a 1.750~10,5 s*~5,8 l/100km*Manuale 6Euro 6e-bis

*dati stimati

Nulla di sconvolgente sul piano prestazionale. È un motore da città con una coppia generosa alle basse andature, pensato per sopravvivere al traffico di Roma o Milano, fa lo stesso.

I prezzi

Fiat Grande Panda benzina è già consegnabile: listino da 16.900 euro (POP), quattro allestimenti disponibili (POP, ICON, LA PRIMA, BUSINESS). Con rottamazione Euro 4 e finanziamento Stellantis il prezzo di lancio scendeva a 14.950 euro. L’entry level più accessibile della gamma.

Fiat 600 benzina ha aperto gli ordini in questi giorni: listino da 23.850 euro (POP), con promozione lancio a 18.950 euro valida per tutto aprile con rottamazione e finanziamento. Disponibile su tutti gli allestimenti, compreso il nuovo Sport. Prime consegne da giugno.

Lancia Ypsilon benzina (MY26) è la più nebulosa: nessuna ufficializzazione ancora da parte della Casa per il mercato italiano, ma i riferimenti alla versione benzina con manuale compaiono già nel manuale d’uso. Arrivo in concessionaria atteso entro fine maggio 2026, prezzo stimato sotto i 20.000 euro.

La frecciatina all’ibrido, che poi frecciatina non è, è un fatto

Il fatto che queste versioni “pure benzina” vengano presentate quasi come una novità rivoluzionaria la dice lunga su dove siamo finiti.

Negli ultimi anni Stellantis ha praticamente imposto il mild hybrid48V come configurazione standard su tutto ciò che si muovesse nel segmento B. Giustificazione nota: CO₂ omologata più bassa, medie di flotta europee rispettate più facilmente. Tutto corretto, sulla carta.

Il problema è che l’acquirente medio non ha mai visto un beneficio reale da quei 28 CV elettrici accoppiati a una batteria da 48V. Consumi ridotti “fino al 15%”, in condizioni ideali, ciclo misto. Nella vita reale, con l’aria condizionata accesa e il traffico che non scorre, il risparmio diventa quasi filosofico. Senza contare che il mild hybrid porta in dote il cambio eDCT teoricamente efficiente, praticamente non sempre brillante nel traffico lento. Chi ha guidato i doppia frizione Stellantis in coda sa di cosa si parla.

La versione benzina con manuale? Meccanica più semplice, manutenzione meno cara, guida più diretta. E un listino inferiore di quasi 2.000 euro rispetto all’equivalente ibrida. Non è romanticismo analogico: è pragmatismo.

Conclusione

Il ritorno al benzina manuale non è nostalgia: è una risposta commerciale a un mercato che continua a chiedere auto accessibili, semplici da capire e da mantenere. L’ibrido ha senso in certi contesti nessuno lo nega. Ma l’idea che ogni segmento B dovesse per forza portare in dote batteria aggiuntiva, cambio automatico e listino gonfiato non era mai stata davvero messa in discussione.

Adesso qualcuno l’ha messa in discussione. Tre volte. Con lo stesso motore.

E voi, preferite il cambio automatico o manuale? Fatecelo sapere nei commenti! Cesare Gennaro

Immagine FullStackGarage