Una Fiat 500e e una Maserati Grecale che viaggiano da un punto all’altro senza mani sul volante, anche in città. Sembra la solita promessa da “auto autonoma”, ma qui conviene usare le parole giuste: il sistema che Stellantis e Wayve porteranno a Torino è ancora guida assistita supervisionata. E proprio per questo è interessante.
Dal 7 al 9 ottobre 2026, durante Wave by Vento a Torino, Stellantis e Wayve offriranno dimostrazioni su strada con prototipi di Fiat 500e e Maserati Grecale equipaggiati con STLA AutoDrive e Wayve AI Driver. L’obiettivo dichiarato è mostrare una guida “hands-free, door-to-door” di livello 2++, capace di funzionare sia in ambiente urbano sia su strade veloci.
In breve
- Dove e quando: Torino, Wave by Vento, dal 7 al 9 ottobre 2026.
- Auto coinvolte: prototipi Fiat 500e e Maserati Grecale.
- Tecnologia: Wayve AI Driver integrato con STLA AutoDrive.
- Limite fondamentale: è guida assistita supervisionata; il conducente resta responsabile.
- Obiettivo commerciale: primo lancio previsto nel 2028, inizialmente in Nord America.
Non è una demo da laboratorio: 500e e Grecale in condizioni reali
La notizia arriva direttamente da Stellantis, che il 1° ottobre ha confermato la presenza dei veicoli di sviluppo all’evento torinese. La stessa base software è già stata mostrata su una Jeep Grand Cherokee durante l’Investor Day del gruppo: il punto non è quindi creare un singolo prototipo spettacolare, ma dimostrare che la medesima “intelligenza di guida” può essere adattata a vetture, piattaforme e configurazioni molto diverse.
Ed è qui che il progetto diventa più interessante del classico esercizio da salone. Una 500e, una Grecale e una Grand Cherokee non hanno quasi nulla in comune per dimensioni, massa, dinamica e posizionamento. Se lo stesso nucleo software riesce davvero a scalare fra questi modelli, Stellantis potrebbe evitare di sviluppare sistemi completamente separati per ogni marchio.
La fonte ufficiale è consultabile nel comunicato Stellantis dedicato a Wave by Vento 2026.
La parte importante: “Level 2++” non significa auto autonoma
Qui serve togliere subito un po’ di nebbia dal parabrezza. La sigla Level 2++ viene usata nell’industria per descrivere sistemi di assistenza particolarmente evoluti, ma non è un livello ufficiale della classificazione SAE. Lo standard SAE J3016 utilizza i livelli da 0 a 5 e, al livello 2, il conducente deve continuare a supervisionare costantemente il sistema ed essere pronto a intervenire.
In altre parole: mani libere non significa cervello libero. Anche se l’auto gestisce sterzo, acceleratore e freno per lunghi tratti, chi siede al posto guida resta responsabile della conduzione. La distinzione non è semantica: è la differenza tra un ADAS molto sofisticato e un sistema che può davvero sostituire il guidatore.
Per chi vuole approfondire, la NHTSA riassume chiaramente i livelli di automazione. Su Full Stack Garage avevamo già affrontato il tema dell’elettronica sempre più presente sulle auto moderne nel nostro approfondimento sugli ADAS e sull’esperienza di guida.
Wayve punta sull’AI end-to-end, non sulle mappe HD
Il cuore del sistema è il Wayve AI Driver. L’azienda britannica descrive il proprio approccio come “embodied AI”: un modello end-to-end addestrato sui dati di guida che riceve gli input dei sensori e produce le decisioni necessarie al movimento del veicolo.
Secondo Wayve, la piattaforma è progettata per funzionare senza dipendere da mappe ad alta definizione e per essere adattata a veicoli e mercati differenti. È una filosofia diversa dai sistemi più tradizionali, costruiti come una catena di moduli separati per percezione, pianificazione e controllo.

Questa è però una dichiarazione tecnologica del produttore, non la prova che l’AI possa affrontare qualsiasi strada o situazione. La validazione reale, i limiti operativi, i sensori richiesti e le condizioni in cui il sistema potrà essere effettivamente utilizzato sulle auto di serie saranno molto più importanti delle demo.
Il vero obiettivo è il 2028, e si parte dal Nord America
La collaborazione fra Stellantis e Wayve non nasce questa settimana. Il partnership agreement è stato annunciato il 21 maggio 2026: il primo prodotto commerciale è previsto per il 2028, inizialmente in Nord America. L’architettura dovrebbe poi essere estesa nel tempo ad altri modelli, piattaforme e mercati, compatibilmente con regolamenti e omologazioni.
Quindi no, la demo di Torino non significa che nel 2027 troveremo una Fiat o una Maserati capace di portarci a casa da sola mentre guardiamo Netflix. Significa però che Stellantis sta mettendo su strada, in Italia, una tecnologia destinata a diventare parte concreta della propria architettura software.
Perché questa volta vale la pena tenere gli occhi aperti
Negli ultimi anni abbiamo visto abbastanza promesse sulla guida autonoma da riempire un parcheggio multipiano. La differenza, qui, è che esistono già veicoli di sviluppo funzionanti, una partnership industriale formalizzata e una finestra temporale dichiarata per il primo lancio commerciale.
Resta da capire quanto sarà naturale il comportamento nel traffico vero, quanto hardware servirà a bordo, quanto costerà il pacchetto e soprattutto quanto velocemente normative e responsabilità riusciranno a seguire il software.
La cosa più sensata, per ora, è chiamarla per quello che è: un sistema di assistenza alla guida molto avanzato, non un’automobile autonoma. Ma se Stellantis riuscirà davvero a usare la stessa base AI su auto che vanno dalla 500e alla Grecale, il passo industriale sarà tutt’altro che piccolo. È anche un tassello coerente con la trasformazione software del gruppo, che avevamo già raccontato parlando della collaborazione tra Stellantis e Microsoft.
Voi che ne pensate? Vi fidereste di una guida hands-free anche nel traffico cittadino oppure preferite che sterzo e pedali restino saldamente sotto il vostro controllo? Fatecelo sapere nei commenti!
Cesare Gennaro



