La nuova Lancia Gamma arriva al Salone di Parigi 2026 con un compito decisamente più pesante del suo nome. Dopo la Ypsilon, questo è il modello che deve dimostrare se la rinascita del marchio può davvero diventare una gamma completa e non restare confinata a una sola vettura. A Parigi ci saranno una Gamma Hybrid da 145 CV, una Gamma elettrica e la HF Integrale da 375 CV con trazione integrale.
Il debutto internazionale è fissato al Mondial de l’Auto di Parigi 2026, in programma dal 12 al 18 ottobre. Lancia ha confermato che la Gamma sarà la protagonista assoluta del proprio spazio espositivo, con conferenza stampa il 12 ottobre alle 11:10 nel Padiglione 4. Per una panoramica più ampia della manifestazione, abbiamo già raccolto le novità più interessanti del Salone di Parigi 2026.
Tre Gamma a Parigi, ma attenzione ai numeri
La famiglia Gamma annunciata da Lancia è più articolata di quanto lasci intendere il comunicato del Salone. La scheda tecnica ufficiale diffusa a maggio descrive una gamma su piattaforma STLA Medium composta da una versione ibrida e più varianti elettriche.
| Versione | Potenza | Autonomia dichiarata |
|---|---|---|
| Gamma Hybrid | 145 CV | oltre 1.000 km complessivi |
| Gamma elettrica | 230 CV | oltre 540 km |
| Gamma elettrica | 245 CV | oltre 740 km |
| Gamma HF Integrale AWD | 375 CV | fino a 675 km |
Qui c’è una distinzione importante: i 740 km non riguardano la HF Integrale da 375 CV, ma la variante elettrica da 245 CV. La versione più potente, con due motori e trazione integrale, viene accreditata da Lancia di un’autonomia fino a 675 km. Sono dati dichiarati dal costruttore, quindi il confronto reale arriverà soltanto quando le vetture definitive saranno disponibili per le prove.

Non è una Delta rialzata, e va bene così
La sigla HF Integrale accende inevitabilmente una lampadina nella testa degli appassionati. Però bisogna evitare scorciatoie: la nuova Gamma non è una “nuova Delta” e Lancia non la presenta come tale. È un crossover fastback lungo 4,67 metri, largo 1,89 e alto 1,66, costruito su un’architettura moderna e multi-energia.
Il badge HF Integrale identifica la versione più prestazionale della Gamma, con 375 CV e trazione integrale elettrica. Il richiamo storico è evidente, ma il prodotto è completamente diverso per impostazione, segmento e missione. E forse è proprio qui che Lancia si gioca una carta interessante: recuperare nomi e simboli del passato senza trasformarli in cosplay automobilistico.
Gamma torna esattamente cinquant’anni dopo
Il nome non è stato pescato a caso dal cassetto. La prima Lancia Gamma venne presentata al Salone di Ginevra nel marzo 1976, quindi il ritorno cade proprio nel cinquantesimo anniversario. L’originale era un’ammiraglia fuori dagli schemi, proposta come berlina due volumi e come elegante coupé firmata Pininfarina. Montava anche un quattro cilindri boxer di 2,5 litri da 140 CV, affiancato dalla versione 2.0 da 120 CV pensata per il particolare sistema fiscale italiano dell’epoca.
Secondo Stellantis Heritage, tra il 1976 e il 1984 ne furono prodotti circa 22.000 esemplari. La nuova Gamma non prova a replicarne la formula tecnica, ma eredita una responsabilità simile: deve rappresentare il vertice della Lancia del proprio tempo.
Il Made in Italy qui non è soltanto una targhetta
Gamma è stata concepita, progettata e sviluppata in Italia e viene prodotta nello stabilimento Stellantis di Melfi. Durante la presentazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Lancia ha inoltre indicato il coinvolgimento di circa 30 fornitori italiani, una decina dei quali in Basilicata. È un dettaglio industriale meno appariscente dei 375 CV, ma probabilmente più importante per capire il peso del progetto.
La casa vuole usare Gamma per allargare il pubblico oltre la Ypsilon, puntando sia ai privati sia alle flotte e ai clienti business. In altre parole, non basta che sia bella da vedere sullo stand. Deve vendere, soprattutto fuori dall’Italia, dove il marchio sta tentando di ricostruire una presenza europea credibile.
Il vero test comincia dopo Parigi
Il Salone darà finalmente modo di vedere insieme le diverse anime della nuova Gamma, ma le domande decisive resteranno quelle del mercato: prezzi, dotazioni, tempi di consegna, efficienza reale e soprattutto capacità di convincere chi oggi compra una premium tedesca o un crossover di fascia medio-alta.
Lancia ha scelto una strada rischiosa ma sensata: non inseguire la nostalgia con una replica della Delta, bensì costruire un prodotto moderno e usare la propria storia come firma, non come stampella. La Gamma Hybrid potrebbe essere la versione più pragmatica per chi non vuole passare subito all’elettrico; la 245 CV promette l’autonomia più alta della famiglia a batteria; la HF Integrale da 375 CV serve invece a dare alla gamma un vertice tecnico e d’immagine.
E proprio qui sta il punto: la nuova Gamma non deve soltanto riportare un nome storico sulle strade. Deve dimostrare che Lancia può tornare a essere un marchio con più di un modello, più di un pubblico e soprattutto un’identità riconoscibile.
Voi che ne pensate? La Gamma è il modello giusto per far crescere davvero Lancia oppure avreste preferito qualcosa di più vicino alla tradizione sportiva del marchio? Fatecelo sapere nei commenti!
Cesare Gennaro



