Se ti sembra che sugli incentivi per le auto elettriche ogni tanto cambi il vento… tranquillo: non sei tu che perdi colpi, è proprio il meteo politico-industriale che fa le bizze. L’ultima “perturbazione” arriva da Bruxelles: la Commissione europea starebbe valutando incentivi riservati ai veicoli assemblati in Europa e con almeno il 70% di componenti prodotti nell’UE (con una nota importante: la batteria verrebbe esclusa dal conteggio, ma con regole d’origine dedicate per alcuni elementi chiave).

Tradotto: se l’auto non è abbastanza “europea dentro”, niente sconto fuori.


Cosa sta succedendo, in breve

Secondo quanto riportato, la misura finirebbe nell’Industrial Accelerator Act, atteso in presentazione il 25 febbraio, e avrebbe un obiettivo piuttosto chiaro: proteggere l’industria europea dalla concorrenza dei costruttori (soprattutto cinesi) che stanno arrivando sul mercato con prezzi e volumi da rullo compressore.

Gli incentivi “a condizioni” riguarderebbero elettriche, ibride plug-in e veicoli a idrogeno, purché assemblati nell’UE.


Il settore si spacca: protezionisti vs prudenti

Qui inizia la parte divertente: l’automotive europeo non è affatto compatto.

Chi spinge per il “Made in Europe” duro e puro

  • Componentisti e alcuni costruttori, come Renault, vedono la regola come una cintura di sicurezza: senza paletti, il rischio è di perdere posti di lavoro e capacità produttiva.
  • Ma anche tra loro c’è “discussione da bar”: c’è chi vorrebbe abbassare la soglia al 60% e chi (come CLEPA) vorrebbe alzare almeno al 75% per evitare il giochetto del “kit importato + due viti in Europa = auto europea”.

Chi frena

  • I grandi tedeschi tipo BMW e Mercedes temono l’effetto boomerang: ritorsioni commerciali dalla Cina, mercato dove sono molto presenti.
  • E qui arriva la citazione che merita di stare incorniciata in officina: secondo Ola Källenius (Mercedes e presidente ACEA), quando regoli devi usare “una sega molto fine, non una motosega”. Ecco: l’UE sta scegliendo l’attrezzo. Speriamo non sia quello che abbiamo usato tutti da ragazzini per “aggiustare” la bici… con risultati discutibili.

Il nodo vero: le batterie

Anche se la batteria esce dal conteggio del 70%, resta sullo sfondo la questione più pesante: la filiera europea dipende ancora tanto dall’Asia. E non è teoria: si cita, ad esempio, il rallentamento dei piani di ACC (Stellantis + Mercedes) con progetti di gigafactory cancellati a Termoli e Kaiserslautern.

Insomma: puoi anche mettere il timbro “Europa” su molte parti, ma se il cuore (la batteria) arriva da fuori, l’autonomia industriale è ancora un cantiere con i ponteggi montati.


E noi automobilisti? Cosa potrebbe cambiare davvero

Qui viene il punto che interessa a chi compra (e a chi fa due conti prima di firmare):

1) Possibile restringimento della scelta “incentivabile” Se passa una regola del genere, alcune auto potrebbero uscire dal perimetro degli incentivi perché non rispettano soglia e assemblaggio. Risultato: meno opzioni a “prezzo scontato”.

2) Prezzi: non è detto che scendano Se togli incentivi a modelli competitivi (magari importati), il mercato potrebbe diventare meno “tirato” sui prezzi. Oppure, al contrario, potrebbe partire una gara a localizzare produzione e componenti. Dipende da quanto velocemente l’industria riesce ad adattarsi.

3) Effetto geopolitico: il rischio ritorsioni esiste E non lo dicono i complottisti del box: è proprio una delle paure espresse da chi esporta e produce tanto in Cina.


L’idea di base ha una logica: se metti soldi pubblici, vuoi che creino lavoro e filiera qui. Difficile contestarlo.

Il rischio però è doppio:

  • se la regola è troppo rigida, rischi di rallentare la transizione perché tagli fuori modelli accessibili;
  • se è troppo “furba”, rischi che diventi un’etichetta di comodo e non una vera spinta industriale (vedi paura dei kit assemblati).

Quindi sì: bene l’obiettivo, ma serve davvero quella “sega fine” di cui parlava Källenius. Perché se l’incentivo diventa un percorso a ostacoli, l’unica cosa che accelera non è l’auto… è la pressione.

Fateci sapere cosa ne pensate nei commenti! Cesare Gennaro

Immagine FullStackGarage