St. Moritz, lago ghiacciato, sole che ti abbronza mentre hai le mani congelate: anche nel 2026 The I.C.E. ha fatto la magia, trasformando il Lake St. Moritz in una passerella… che scoda, romba e lancia neve in faccia al pubblico come fossero coriandoli deluxe. L’evento si è svolto il 30 e 31 gennaio 2026, con 50 auto selezionate tra classiche e sportive rare.

Il verdetto: Best in Show e vincitori di categoria

Partiamo dalla domanda che vale un trofeo: chi ha vinto davvero?

  • Talbot-Lago T150C SS “Teardrop” (1937)

Una “goccia” d’Art Déco su ruote, talmente elegante che anche la neve si è messa in posa.

Best in Class:

  • Open Wheels: Maserati 4CLT (1949)
  • Barchettas on the Lake: Ferrari 750 Monza (1955)
  • Legendary Liveries: Lancia Stratos (1976)
  • Birth of the Hypercar: Jaguar XJ220 (1993)
  • Icons on Wheels: Talbot-Lago T150C SS “Teardrop” (1937)

🎖️ Premi speciali:

  • Best Sound: Pontiac Vivant (1965) (Premio sponsorizzato da bang & olufsen )
  • Spirit of St. Moritz: Ferrari Dino 206 S (1967) (Premio Firmato da Rolf Sachs)
  • Hero Below Zero (premio del pubblico): McLaren F1 GTR (1996)

I partecipanti: un parterre da pelle d’oca

Qui la line-up era da museo, ma in movimento sul lago. con un livello fotonicamente bello!

Le 5 categorie 2026 hanno messo insieme auto che coprono epoche e filosofie diverse: dalle livree iconiche del motorsport alle prime hypercar “vere”, passando per barchette e monoposto storiche.

Alcuni nomi grossi che hanno partecipato:

Legendary Liveries (poster su ruote):

  • Porsche 917 (1970), Lancia Delta S4 (1986), Audi Sport quattro S1 E2 (1986), McLaren F1 GTR (1996)…

Birth of the Hypercar (modelli che hanno dato il via alla ricerca estrema delle prestazioni):

  • Bugatti EB110 (1994), Ferrari F50 (1995), McLaren F1 (1996), Pagani Zonda C12 (1999)…

Barchettas on the Lake (leggere, pure, nate per correre):

  • Ferrari 250 MM (1953), Jaguar D-Type (1955), Maserati 300S (1956)…

Icons on Wheels (il reparto “statue che guidano”):

  • Lancia Aurelia B24 (1957), BMW 507 (1957), Lamborghini Miura SV (1972)…

Curiosità: il bello oltre le coppe

E adesso la parte che rende The I.C.E. diverso dagli altri concours: qui non si guarda e basta… qui si vive.

1) Il trofeo non è un trofeo “qualsiasi”

Il premio Best in Show è stato consegnato con una coppa disegnata da Lord Norman Foster (l’ibm head office in Inghilterra è una sua opera giusto per dirne una..).

2) “Free Laps on the Lake”: la sfilata che diventa azione

Il secondo giorno è quello dove le auto hanno girato libere sul lago: non solo glamour, ma spettacolo motoristico con anche qualche traverso fotonico!.

3) Cielo compreso nel biglietto: Patrouille Suisse

Come se non bastassero auto da sogno, nel 2026 c’è stato anche il passaggio della Patrouille Suisse (squadra acrobatica delle forze aeree svizzere) sopra il lago e le montagne dell’Engadina. Roba da “ok, adesso posso morire felice”.

4) Novità/premi extra: Best Sound

Il premio per il miglior sound è andato alla “futuristica” Pontiac Vivant 77. Una concept car del 1965, con un v8 da 400 cavalli che le ha garantito la vittoria del premio sponsorizzato niente di meno che da bang&olufsen.

The I.C.E. St. Moritz 2026 ha fatto quello che sa fare meglio: prendere auto che normalmente vedresti ferme, lucidate e intoccabili… e metterle sul ghiaccio, sotto il sole, con la neve che vola. E alla fine, a prendersi la corona, è stata lei: la Talbot-Lago “Teardrop” del ’37—elegante come un abito su misura, cattiva quanto basta per dire: “ragazzi, qui si fa sul serio”.

E ora tocca a te: quale auto ti ha fatto battere il cuore? Scrivicelo nei commenti! Cesare Gennaro

Immagine FullStackGarage