L’analisi globale sui dati del secondo trimestre del gruppo automotive
Mentre aspetto che il mio socio Cesare torni finalmente alla base per riprendersi il controllo del blog e farmi ritornare a tempo pieno tra schede madri, algoritmi e intelligenza artificiale, mi ritrovo un’altra volta a studiare le dinamiche del settore automobilistico. Io che fin da ragazzo preferivo la logica dei pixel arcade e dei sistemi casalinghi alla pura passione per i motori, cerco di analizzare questi giganteschi colossi industriali guardando la sostanza dei dati. I risultati pubblicati oggi da Stellantis sul secondo trimestre dell’anno raccontano un quadro in crescita complessiva ma fortemente diviso tra successi commerciali e frenate geopolitiche.
I numeri complessivi e l’esplosione del mercato nordamericano
Il gruppo Stellantis ha registrato 1,597 milioni di veicoli consegnati alla rete di vendita e ai clienti finali, segnando un incremento del 10% rispetto al medesimo periodo del 2025. La spinta principale è arrivata dal Nord America, che ha totalizzato 445 mila unità con un salto del 38%. La crescita è stata sostenuta dai modelli ad alte prestazioni dei camioncini come il Ram 1500 col classico propulsore a otto cilindri a V, dalle versioni sportive della serie TRX, oltre che dai veicoli da trasporto familiare Chrysler Pacifica e dai veicoli SUV Jeep Grand Wagoneer e Grand Cherokee. Hanno inciso positivamente anche i volumi della nuova Dodge Charger e il riempimento delle scorte prima della sosta estiva degli impianti statunitensi.
L’Europa Allargata tra piattaforme economiche e partner cinesi
Nel continente europeo, che rappresenta il primo mercato con 762 mila consegne (+5%), si evidenzia un cambio di passo strutturale nell’offerta commerciale:
- Architettura economica: I modelli costruiti sulla piattaforma di base (Citroën C3 e C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Grande Panda) hanno registrato un incremento di 41 mila veicoli (+51%), affiancati dal buon momento della nuova Jeep Compass (+8 mila unità).
- Ibridi ed elettrici cinesi: La collaborazione con il marchio Leapmotor ha portato 33 mila consegne complessive (con un aumento di 25 mila unità legato ai modelli T03 e B10).
- Flessione delle vecchie serie: Le versioni precedenti di veicoli compatti come Jeep Avenger, Fiat 600, Opel Mokka e Peugeot 2008 hanno subito una contrazione di circa 28 mila unità.
Le criticità in Sud America e nel canale mediorientale
Le note dolenti arrivano dalle aree condizionate dall’instabilità economica e politica. In Medio Oriente e Africa le consegne sono scese del 3% (121 mila unità complessive): i buoni risultati in Algeria col Fiat Doblò non sono bastati a bilanciare la contrazione in Turchia e il calo del 50% nei Paesi del Golfo causa conflitti nell’area. Analoga flessione del 3% si registra in Sud America (253 mila unità), dove la crescita delle vendite in Brasile è stata del tutto annullata dal crollo delle consegne in Argentina dovuto alla grave crisi finanziaria locale. L’area Asia-Pacifico rimane infine un mercato marginale chiudendo a 16 mila unità.
Il mio verdetto da studioso di sistemi e vecchi circuiti integrati
Dietro quel dieci per cento di crescita globale si nasconde un sistema a due velocità dove le vendite di veicoli pesanti americani e i modelli economici cinesi salvano il bilancio da evidenti crolli regionali.
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Al prossimo articolo! Ci rivediamo presto per parlare di reti, sicurezza informatica e intelligenza artificiale!
Il Vostro perito telematico prestato per un giorno ai bilanci dell’auto
Ciucci Gilberto




