Stellantis ha avviato un importante richiamo che riguarda oltre un milione di veicoli Jeep, in particolare Wrangler e Gladiator prodotti tra il 2021 e il 2025. Il motivo è serio: un possibile problema elettrico legato al cablaggio della pompa elettroidraulica del servosterzo potrebbe causare surriscaldamento e, nei casi peggiori, un incendio.

Secondo quanto riportato dalla National Highway Traffic Safety Administration, l’ente statunitense per la sicurezza stradale, i proprietari dei veicoli coinvolti sono invitati a parcheggiare all’aperto, lontano da edifici, garage, altre auto o strutture, fino al completamento della riparazione. Una raccomandazione tutt’altro che leggera, perché il rischio potrebbe presentarsi anche a veicolo spento.

Quali Jeep sono coinvolte

Il richiamo interessa Jeep Wrangler e Jeep Gladiator model year 2021-2025. La campagna riguarda oltre un milione di esemplari negli Stati Uniti, ma il richiamo ha portata globale e coinvolge anche altri mercati.

Il difetto riguarda una connessione elettrica nella zona della pompa elettroidraulica del servosterzo. In presenza di elevata resistenza elettrica, i cavi possono surriscaldarsi e arrivare a innescare materiali combustibili presenti nell’area. In parole semplici: non si parla di un rumorino fastidioso o di una spia capricciosa, ma di un componente che, se difettoso, può trasformare un problema elettrico in un rischio concreto per la sicurezza.

I segnali da non ignorare

In alcuni casi, un possibile campanello d’allarme può essere la comparsa del messaggio “Service Power Steering” sul quadro strumenti oppure una perdita di assistenza al servosterzo. Non significa automaticamente che l’auto sia destinata a prendere fuoco, ma è un segnale che merita attenzione immediata.

La raccomandazione più importante resta questa: chi possiede una Jeep potenzialmente coinvolta dovrebbe verificare il VIN tramite i canali ufficiali del costruttore o dell’ente nazionale competente e seguire le istruzioni del richiamo. Le riparazioni previste dalle campagne ufficiali di sicurezza vengono normalmente effettuate gratuitamente presso la rete autorizzata.

Perché questo richiamo fa notizia

I richiami auto non sono una novità. Ogni anno i costruttori intervengono su milioni di veicoli per aggiornamenti software, componenti difettosi, airbag, cinture, freni, batterie o sistemi elettrici. In questo caso, però, il tema colpisce per tre motivi: il numero elevato di veicoli coinvolti, la natura del rischio e l’indicazione di parcheggiare lontano da edifici e altre auto.

Quando un ente come NHTSA suggerisce il cosiddetto “park outside”, il messaggio è chiaro: il problema non va sottovalutato. Non è panico da tastiera, è prevenzione. Meglio un’auto lasciata fuori casa per qualche giorno che una brutta sorpresa in garage.

  • Stellantis press

Non solo Jeep: tra maggio e giugno 2026 altri richiami legati a incendi e componenti critici

Il caso Jeep non è isolato. Tra maggio e giugno 2026 sono emersi altri richiami legati a rischi di incendio o a difetti potenzialmente pericolosi. Sempre nel gruppo Stellantis, Chrysler ha richiamato alcune Pacifica Plug-in Hybrid prodotte tra il 2020 e il 2022 per un possibile guasto interno alla batteria ad alta tensione, con rischio di thermal runaway e incendio. In quel caso la criticità riguarda il pacco batteria, non il servosterzo, ma la logica è simile: quando l’elettronica o l’alta tensione entrano in zona rossa, la prudenza diventa obbligatoria.

A maggio 2026 sono stati segnalati anche richiami Volkswagen per alcuni Taos 2025-2026, legati a possibili perdite di carburante dopo un incidente con rischio incendio. Nel settore dei veicoli ricreazionali, invece, diversi motorhome e RV sono finiti sotto osservazione per problemi a generatori, serbatoi o componenti collegati a potenziali incendi, con indicazioni simili di parcheggio all’aperto fino alla riparazione.

Il quadro racconta una cosa importante: l’auto moderna è sempre più complessa. Tra sistemi elettrici, batterie ad alta tensione, moduli elettronici e componenti integrati, un difetto può nascere in punti molto diversi del veicolo. Non riguarda solo le elettriche, non riguarda solo le ibride e non riguarda solo un marchio. La sicurezza oggi passa anche da cablaggi, software, sensori, batterie e connessioni che lavorano dietro le quinte, lontano dagli occhi del guidatore.

Cosa devono fare i proprietari

Chi possiede una Jeep Wrangler o Gladiator recente dovrebbe controllare subito se il proprio veicolo rientra nella campagna di richiamo. Il modo più sicuro è usare il numero di telaio, il VIN, attraverso i portali ufficiali Jeep, Mopar o gli strumenti messi a disposizione dalle autorità del proprio Paese.

Nel frattempo, se il veicolo risulta coinvolto, è consigliabile seguire le indicazioni del costruttore: parcheggiare all’aperto, evitare zone vicine ad abitazioni, box, tettoie o altri veicoli e attendere l’intervento della rete ufficiale.

Conclusione

Il maxi richiamo Jeep è uno di quei casi che ricordano quanto la manutenzione e i controlli ufficiali siano fondamentali anche su auto recenti, robuste e dall’immagine avventurosa. Wrangler e Gladiator sono mezzi nati per fango, pietre e strade difficili, ma questa volta il terreno scivoloso non è off-road: è elettrico.

La buona notizia è che i richiami servono proprio a questo: individuare un difetto, informare i proprietari e correggerlo prima che il problema diventi più grave. La cattiva notizia? Ignorare una campagna di sicurezza è sempre una pessima idea. Anche quando l’auto sembra funzionare perfettamente.

Perché nel mondo dell’auto, a volte, la spia più importante non è quella sul cruscotto: è la comunicazione ufficiale che ti dice di passare in officina.

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Cesare Gennaro

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