La startup di Amsterdam rivoluziona la postura di guida sulle fuoriserie
Mentre continuo a presidiare la sezione automotive del blog in attesa che il mio socio Cesare rientri a pieno regime, mi trovo ad analizzare un progetto che sembra uscito direttamente da uno dei vecchi film d’azione o da un gioco di corse degli anni Novanta. Da perito informatico con la passione per la politica e le novità tecnologiche, osservo spesso come il mondo dei motori cerchi di superare i propri limiti architetturali. Io, che al massimo ho macinato chilometri su utilitarie da città e che ho sempre guardato con rispetto il fascino delle lunghe uscite su due ruote, mi ritrovo davanti a un’invenzione che fonde la dinamica dei motociclisti con la potenza dei bolidi a quattro ruote. Un esperimento audace che merita un’attenta analisi.
Il concetto della postura avanzata da pista
La startup olandese Sanrivatti, fondata ad Amsterdam dal giovane progettista uruguaiano ventitreenne Santiago Sánchez Rivero, ha presentato un concetto rivoluzionario denominato “Apex Position.” In questo prototipo il conducente non si siede sul classico sedile, ma si stende in avanti in posizione prona, con il volto rivolto direttamente verso la sede stradale. Questa impostazione ricalca esattamente l’assetto dei piloti che gareggiano nella categoria regina delle due ruote (MotoGP), creando un ponte concettuale del tutto inedito tra la dinamica delle moto e l’architettura dei veicoli ad altissime prestazioni.
Integrazione fisica e dinamica dei pesi
Secondo l’ideatore del progetto, la potenza dei motori moderni è cresciuta a ritmi spaventosi, ma la connessione fisica tra guidatore e veicolo è rimasta legata a schemi tradizionali. Nelle moto sportive il pilota e la struttura meccanica si muovono all’unisono, consentendo a ogni minimo spostamento del corpo di influenzare la traiettoria. L’obiettivo di Sanrivatti non è quello di aggiungere ulteriori cavalli vapore o appendici aerodinamiche, ma di amplificare la sensibilità di guida. Tuttavia, questa soluzione solleva perplessità sul piano della sicurezza: in caso di impatto frontale, la posizione avanzata del conducente potrebbe esporre il corpo a rischi notevoli, senza contare la ridotta comodità nell’accesso all’abitacolo.
Un prototipo reale con abitacolo in linea
La vettura, attualmente ancora priva di un nome ufficiale, prevede un solo posto principale con l’eventuale passeggero collocato direttamente alle spalle del guidatore, una configurazione che limita quasi del tutto la visuale frontale al secondo occupante. Il progetto si è evoluto da semplice disegno digitale a prototipo funzionante, un modello in scala reale utile per valutare l’equilibrio della massa, i punti di visuale e l’ergonomia. La fase successiva dello sviluppo concentrerà le analisi sui flussi d’aria e sulla resistenza strutturale del telaio.
Il team di ingegneri dietro la sfida
Per trasformare un’idea bizzarra in un prodotto destinato ai collezionisti, la società ha coinvolto figure di grande rilievo dell’ingegneria automobilistica globale. Tra questi spicca Paul Arkesden, ex responsabile tecnico presso Singer e tra i creatori della leggendaria “McLaren P1”, affiancato da specialisti che hanno maturato esperienze in marchi prestigiosi come Lotus e Bentley. Sebbene molti modelli concettuali non raggiungano mai la produzione su larga scala, la presenza di tecnici di questo calibro dimostra la solidità dell’impianto ingegneristico di Sanrivatti.
Il mio verdetto da osservatore di sistemi alle prese con le quattro ruote
Guidare sdraiati a pancia in giù mi sembra un azzardo ergonomico.
L’idea di fondere la sensazione di una due ruote con la stabilità di una fuoriserie è affascinante sulla carta, ma nella pratica quotidiana la sicurezza e il comfort devono rimanere prioritari. Vedere un guidatore quasi coricato a pochi centimetri dall’asfalto fa riflettere su dove si stia spingendo la ricerca del brivido tecnologico.
Voi cosa ne pensate di questa postura di guida così estrema? Vi fidereste a sfrecciare coricati in avanti su un bolide del genere? Scrivete la vostra opinione qui sotto nei commenti e continuate a seguire FullStackgarage.it!
Al prossimo articolo! Ci rivediamo presto tra i codici dell’informatica e le frontiere dell’intelligenza artificiale!
Il vostro perito di quartiere alla scoperta dei motori del futuro
Ciucci Gilberto




