L’esperimento del Politecnico di Milano porta l’IA sulle strade pubbliche

La temporanea assenza dal blog del mio collega Cesare mi costringe anche oggi ad addentrarmi nelle complesse dinamiche dell’automotive, un settore che affronto sempre con la dovuta cautela non essendone un professionista di categoria. Tuttavia, quando la meccanica incontra la gestione dei sensori, le reti telematiche e l’intelligenza artificiale, l’argomento finisce per incrociare in pieno i miei attuali percorsi di studio. Se nei primi cabinati da sala giochi della nostra giovinezza o nei simulatori su schermo il massimo della tecnologia era rappresentato da un pilota automatico rudimentale guidato da pochi parametri fissi, oggi assistiamo a test reali dove algoritmi evoluti controllano un’autovettura in mezzo al traffico cittadino.

L’infrastruttura tecnologica del Politecnico di Milano

L’azienda Niulinx, realtà nata come spin-off accademico per valorizzare i progetti sviluppati all’interno del Politecnico di Milano, ha effettuato il primo collaudo su strada pubblica di una Fiat 500 dotata di sistemi di guida senza conducente. L’architettura del veicolo poggia su una piattaforma a propulsione elettrica, scelta ritenuta ideale dagli sviluppatori per garantire un’integrazione rapida tra la centralina di calcolo e i comandi meccanici, sebbene la medesima tecnologia sia applicabile anche sui tradizionali motori a combustione interna. Per consentire all’algoritmo di percepire l’ambiente circostante è stato installato un pacchetto di supporto fisico, composto da sensori tattili, ottici e radar integrati lungo la superficie della carrozzeria.

Le dichiarazioni dei vertici aziendali

A spiegare il funzionamento del prototipo è intervenuto direttamente l’amministratore delegato di Niulinx, Luca Foresti, il quale ha illustrato le caratteristiche tecniche e le prospettive future dell’iniziativa. Durante la presentazione del progetto, l’amministratore ha dichiarato: «Sotto c’è una macchina come tante macchine. L’unica caratteristica peculiare è che è una macchina elettrica in questo momento. In realtà la guida autonoma può essere fatta anche con i motori endotermici, ma per una serie di ragioni tecniche è meglio usare una macchina elettrica. Per fare la guida autonoma avete bisogno di hardware. In particolare avete bisogno dei sensori che vedete sopra che sono nascosti in giro per la macchina».

Gli obiettivi commerciali e i servizi di trasporto

L’ambizione del gruppo milanese va oltre la semplice sperimentazione in laboratorio e punta all’introduzione di servizi di mobilità condivisa privi di operatore umano a bordo. Il piano strategico prevede la validazione delle piattaforme elettroniche per il trasporto di passeggeri in contesti urbani complessi. Come ha sottolineato lo stesso Luca Foresti nel corso della sua intervista: «Il nostro obiettivo è portare questa o altre piattaforme a portare persone su strada, senza autista. Per arrivare al mercato abbiamo dei passi di omologazione. L’Italia deve cambiare il codice della strada perché non permette un’auto senza autista. E so che stanno lavorando al ministero dei Trasporti per fare questo cambiamento».

Il nodo delle norme e l’adeguamento legislativo

L’ostacolo principale per il debutto di queste autovetture sul mercato di massa non è rappresentato dai limiti dell’elettronica, bensì dal quadro normativo vigente. L’attuale legislazione sulla circolazione stradale richiede obbligatoriamente la presenza fisica di un conducente umano abilitato alla guida con le mani sul volante. Le istituzioni e i tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stanno valutando modifiche legislative per consentire l’omologazione di veicoli a guida autonoma di livello avanzato. Questo passaggio normativo risulterà decisivo per allineare l’Italia ai paesi europei ed extraeuropei che hanno già avviato la sperimentazione commerciale dei taxi robotizzati.

Il mio verdetto da osservatore dei flussi di rete

Delegare tutto a un algoritmo richiede tutele assolute.

L’idea di salire su un’utilitaria gestita unicamente da sensori e linee di codice mi stimola dal punto di vista dell’analisi informatica, ma solleva interrogativi non da poco sulla sicurezza in caso di malfunzionamento del sistema. La strada reale presenta troppe variabili imprevedibili rispetto a un ambiente simulato, ed è per questo che la prudenza deve guidare ogni scelta legislativa.

Voi vi fidereste a salire a bordo di un’auto cittadina del tutto priva di volante e conducente? Dite la vostra lasciando un commento qui sotto e continuate a seguire le pagine di FullStackgarage.it!

Al prossimo approfondimento! Ci rivediamo presto tra i canali dell’informatica, della scuola e dell’intelligenza artificiale!

Il Vostro perito di quartiere prestato all’informazione automobilistica

Ciucci Gilberto

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