La rarissima spider V12 ritrovata in un box di Milano
Da ragazzo, passavo ore a inseguire pixel sui monitor del Commodore 64 e dell’Amiga, sognando le auto che vedevo nelle sale giochi. Oggi, da perito informatico con un debole per la politica e l’intelligenza artificiale, guardo al mondo dei motori con lo stesso spirito: un misto di fascino per l’ingegneria e sana diffidenza per i numeri sparati a caso. Quando ho letto la storia di questa Ferrari 365 GTS, dimenticata per quarant’anni in un garage di Milano, il mio primo pensiero è andato a quei vecchi floppy disk che conservavo gelosamente, convinto che un giorno sarebbero tornati utili. E invece, come questa vettura, sono rimasti sepolti dalla polvere e dal tempo. Ma a differenza dei miei supporti magnetici, questa fuoriserie ha ritrovato una seconda vita. E la sua storia merita di essere raccontata.
Una capsula del tempo nel cuore di Milano
Il ritrovamento è avvenuto all’inizio del 2026, in un garage del capoluogo lombardo. La protagonista è una Ferrari 365 GTS, identificata dal telaio numero 12465, la sedicesima di sole venti unità prodotte dalla Casa di Maranello. Un esemplare reso ancora più raro dalla sua combinazione cromatica unica al mondo: carrozzeria in tinta Grigio Mahmoud e interni in pelle Connolly Beige.
Consegnata nuova il 9 maggio 1969 tramite lo storico concessionario Crepaldi Automobili S.a.S. di Milano, la vettura era targata “MI H09543”. La sua storia è quella di un unico proprietario che l’ha custodita per oltre cinquant’anni, facendola circolare regolarmente fino al 1986, quando è stata parcheggiata in un box milanese. Un parcheggio che si è trasformato in un sonno profondo durato esattamente quattro decenni.
Il risveglio della “Bella Addormentata”
All’apertura della saracinesca, la 365 GTS si è presentata come una vera e propria capsula del tempo:73.000 chilometri percorsi segnati sul contachilometri, condizioni di straordinaria originalità e una patina autentica che solo il tempo sa regalare. Sotto lo spesso strato di polvere milanese, la carrozzeria era intatta, come documentato dagli scatti del ritrovamento a cura di Guido De Bortoli.
Il destino della vettura ha preso una nuova direzione quando il ritrovatore ha curato la vendita al noto concessionario elvetico Niki Hasler AG di Basilea. Attualmente, la Ferrari si trova in Svizzera, dove è stata sottoposta a un restauro conservativo, pensato per preservarne l’autenticità assoluta senza stravolgerne i segni del tempo.
Un valore da capogiro e un futuro già scritto
Il valore stimato della 365 GTS oggi supera i 2.000.000 di euro. E il 24 aprile scorso, il concessionario di Basilea ha comunicato attraverso la sua pagina Instagram di aver già venduto la vettura.
Un esemplare che, come pochi altri, racconta una storia fatta di passione, oblio e rinascita. E che conferma come il fascino dei cosiddetti “barn find” (ritrovamenti in fienile) continui a regalare emozioni e sorprese, anche nel cuore pulsante di una metropoli come Milano.
Il mio verdetto da appassionato con la testa tra i bit e i pistoni
Ecco, io che di auto non ci capisco molto, davanti a questa storia provo una sensazione strana. È come quando trovavo un vecchio gioco per Amiga in cantina, convinto che fosse perso per sempre, e invece funzionava ancora. Questa Ferrari non è solo un’auto: è un pezzo di storia italiana che ha resistito al tempo, alle mode, al progresso. E mentre il mondo dell’auto corre verso l’elettrico e l’ibrido, vedere una V12 del 1969 tornare alla luce mi fa pensare che, a volte, il passato ha ancora molto da insegnare. Aspetto il ritorno del mio socio Cesare per un parere più esperto, ma intanto questa scoperta mi ha riconciliato con l’idea che la bellezza, quella vera, non invecchia mai.
E voi, cosa ne pensate di questi ritrovamenti? Vi piacerebbe scoprire un’auto d’epoca dimenticata in un garage? Scrivetelo nei commenti e seguiteci su FullStackgarage.it per non perdere i prossimi aggiornamenti.
Alla prossima, tra un restauro conservativo e un viaggio sulla Route 66!
Il Vostro inviato che preferisce i motori V12 ai bit
Gilberto Ciucci




