Dal 27 al 29 marzo 2026, al Vicenza Classic Car Show, ci sarà anche un pezzo di America di quella fatta bene: Corvette, con il Gruppo Cavauto, debutta alla fiera vicentina portando in mostra due modelli che raccontano due anime diverse dello stesso mito. Da una parte la Corvette E-Ray Convertibile, la rivoluzione ibrida secondo Bowling Green. Dall’altra la Corvette Stingray Coupé, cioè la ricetta classica che continua a funzionare benissimo: V8, linea da poster e zero voglia di chiedere scusa a nessuno.

E diciamolo: in una manifestazione dove si celebrano storia, collezionismo e cultura motoristica, infilare due Corvette moderne non è una provocazione. È quasi un promemoria. Perché certe auto nascono nuove, ma con l’aria da classico già nel telaio.

Corvette E-Ray: elettrificata, sì. Ma senza perdere il vizio

La vera curiosità dello stand sarà probabilmente lei, la Corvette E-Ray, perché rappresenta un passaggio storico per il marchio: è infatti la prima Corvette ibrida di sempre e anche l’unica dotata di trazione integrale elettrica e-AWD.

Tradotto in lingua meno da brochure e più da appassionati: hanno preso il concetto di Corvette, ci hanno aggiunto un motore elettrico sull’asse anteriore e il risultato non è un’auto che si vergogna del proprio passato. Anzi. Lo usa come trampolino.

Sotto al cofano posteriore resta infatti il cuore della festa, un V8 aspirato da 482 CV, affiancato da un’unità elettrica e-Boost da 162 CV, per una potenza complessiva di 644 CV. Numeri che non servono solo per fare scena nelle conversazioni da bar: lo 0-100 km/h viene chiuso in 2,9 secondi, mentre la velocità massima arriva a 291 km/h.

A Vicenza sarà esposta in configurazione Convertibile, verniciata nell’iconico Riptide Blue Metallic, con allestimento 3LZ. Il pacchetto comprende chicche mica da poco: sospensioni Magnetic Selective Ride Control, sedili GT2 con guscio in carbonio e pelle Nappa, impianto audio Bose Performance Series da 14 altoparlanti e freni carboceramici rigenerativi di serie.

Insomma, è la classica auto che riesce a essere tecnologica, velocissima e pure vistosa senza mai sembrare costruita per piacere a un algoritmo. E questa, oggi, è quasi una superpotenza.

Corvette Stingray: la più “semplice”, si fa per dire

Accanto alla E-Ray ci sarà anche la Corvette Stingray Coupé, che poi sarebbe la Corvette che più facilmente mette d’accordo tutti. Quelli che vogliono il fascino puro del marchio, quelli che vogliono il V8 aspirato senza ibridi a fare da spalla, e quelli che appena sentono “small block” si commuovono come davanti al finale di un film sportivo americano.

La Stingray resta la porta d’ingresso all’universo Corvette, ma chiamarla “base” è quasi offensivo. Il motore è il noto 6.2 litri V8 aspirato da 482 CV, e già così si capisce che non stiamo parlando di un’auto che nasce per accompagnarti serenamente al garden center la domenica mattina.

L’esemplare in mostra sarà una Coupé Hypersonic Gray, con allestimento 3LT, quindi una configurazione ricca anche sul piano dell’abitacolo. Gli interni puntano su una combinazione di sportività e finitura artigianale, con dettagli in alluminio e carbonio pensati per ribadire un concetto molto semplice: sì, puoi avere anche la qualità percepita, senza togliere un grammo di cattiveria al progetto.

Due Corvette, due filosofie

La cosa interessante della presenza Corvette al Vicenza Classic Car Show è proprio questa: non porta due auto a caso, ma due interpretazioni molto precise del marchio.

La E-Ray è la Corvette che guarda avanti, che introduce l’elettrificazione senza rinunciare alla teatralità meccanica del V8. La Stingray, invece, è quella che ti ricorda perché questo nome è diventato leggenda: motore grosso, proporzioni giuste, impostazione da sportiva vera e nessuna voglia di diventare anonima per compiacere i tempi.

In un salone dedicato anche al passato dell’automobile, il messaggio è chiaro: Corvette non arriva solo con il suo heritage, ma anche con modelli che hanno tutte le carte per diventare delle instant classic. E no, non è la solita etichetta buona per ogni novità. Qui il sospetto che tra qualche anno queste C8 vengano guardate con occhi ancora più lucidi è piuttosto concreto.

A Vicenza, tra passione e curiosità

Per chi visiterà il Vicenza Classic Car Show 2026, lo stand del Gruppo Cavauto sarà quindi una tappa obbligata, sia per i corvettisti convinti sia per chi vuole capire da vicino come sta cambiando uno dei marchi più iconici dell’automobilismo americano.

Da una parte c’è la E-Ray, che dimostra come l’ibrido possa anche far venire voglia di sorridere forte. Dall’altra c’è la Stingray, che continua a fare la Stingray: ovvero a ricordarci che certe formule, quando sono giuste, non invecchiano. Al massimo migliorano.

Noi di fullstackgarage saremo in fiera per goderci la carrellata di bolidi che la fiera promette quest’anno, E tu ci sarai?

Cesare Gennaro

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