Il richiamo non sarà più una lettera dimenticata nel cassetto. Con il decreto direttoriale MIT n. 229 del 2 luglio 2026, operativo dal 17 luglio, i veicoli ancora equipaggiati con airbag Takata difettosi potranno essere bocciati direttamente in sede di revisione.

Per anni le campagne di richiamo hanno funzionato più o meno così: arriva una comunicazione, il proprietario pensa “poi chiamo” e nel frattempo cambiano tre governi, due telefoni e magari anche il proprietario dell’auto.

Con gli airbag Takata, però, il tempo delle notifiche gentili è finito.

Perché sono pericolosi

Il problema riguarda il generatore di gas che gonfia l’airbag. Con l’invecchiamento, l’umidità e le alte temperature, il componente può degradarsi e rompersi violentemente durante l’attivazione.

Invece di limitarsi ad aprire il cuscino, può proiettare frammenti metallici verso gli occupanti. In pratica, un sistema nato per salvarti può trasformarsi in una piccola granata nascosta nel volante o nel cruscotto.

Secondo il MIT, in Italia le campagne Takata hanno coinvolto circa 4 milioni di veicoli. Di questi, circa 1,25 milioni risulterebbero ancora in circolazione senza aver completato la sostituzione.

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Il controllo entra nella revisione

Prima delle normali prove strumentali, l’ispettore dovrà verificare tramite il numero di telaio, il VIN, se il veicolo è interessato da una campagna Takata ancora aperta.

Il controllo potrà essere effettuato sui portali tecnici delle case automobilistiche o tramite enti e associazioni da esse delegati.

Se il richiamo risulta ancora pendente, si aprono due scenari.

Caso uno: richiamo “Stop Drive”

È la situazione più grave.

Quando il costruttore classifica il veicolo come Stop Drive, significa che l’auto non dovrebbe essere utilizzata fino alla sostituzione dell’airbag.

La revisione avrà esito:

“Ripetere – sospeso dalla circolazione”.

Il decreto consente esclusivamente il tragitto necessario per tornare al domicilio o raggiungere la rete autorizzata. Tuttavia, trattandosi di uno Stop Drive, il MIT raccomanda di non utilizzare il veicolo e di concordare con il costruttore il traino gratuito verso l’officina.

Dopo la riparazione sarà necessario sostenere una nuova revisione, presentando la documentazione che dimostri l’intervento.

Caso due: rischio grave senza Stop Drive

Qui entra in gioco un calendario a due velocità.

Fino al 30 settembre 2026, l’auto potrà superare la revisione soltanto mostrando una prenotazione ufficiale per la sostituzione o una dichiarazione che attesti l’appuntamento fissato.

Senza documentazione, l’esito sarà “Ripetere”.

Dal 1° ottobre 2026, invece, se l’airbag non sarà stato sostituito, la revisione avrà automaticamente esito negativo e la circolazione verrà vietata.

La nuova revisione dovrà essere effettuata entro trenta giorni. Dopo la sostituzione e presentando la relativa certificazione, il veicolo potrà tornare a circolare per il periodo residuo necessario a completare il controllo.

La sostituzione deve essere gratuita

Il proprietario non deve pagare nulla.

Ricambi, manodopera e materiali necessari all’intervento sono interamente a carico del costruttore. Nessun contributo officina, nessun balzello creativo e nessuna fattura capace di gonfiarsi più velocemente dell’airbag stesso.

Per i veicoli classificati Stop Drive, il costruttore deve inoltre organizzare o rimborsare il trasporto verso l’officina e, quando previsto, offrire soluzioni alternative di mobilità.

Non riguarda soltanto la revisione

Per i telai non ancora risanati è previsto anche un blocco dei servizi della Motorizzazione fino alla comunicazione dell’avvenuta riparazione.

Inoltre, durante un passaggio di proprietà, un’immatricolazione o un’importazione, l’eventuale richiamo pendente dovrà essere verificato e comunicato formalmente all’acquirente.

Tradotto: vendere l’auto senza dire nulla non sarà più così semplice.

Quali auto sono coinvolte? Tre esempi molto diffusi

L’elenco dei veicoli interessati è enorme e comprende marche, generazioni e periodi di produzione differenti. Tra i modelli più conosciuti troviamo:

  • Citroën C3 di seconda generazione: Stellantis ha disposto lo Stop Drive europeo per gli esemplari prodotti tra il 2009 e il 2019 equipaggiati con gli airbag Takata interessati.
  • BMW Serie 3: alcune versioni prodotte tra il 2003 e il 2018 sono state incluse in campagne riguardanti airbag Takata, in particolare in presenza di volanti Sport o M Sport installati successivamente.
  • Volkswagen Polo: una campagna europea ha coinvolto alcuni esemplari prodotti tra il 5 aprile 2007 e il 28 settembre 2010. Lo stesso richiamo comprendeva anche determinate Volkswagen Passat e Transporter T5.

Attenzione, però: possedere uno di questi modelli non significa automaticamente avere un airbag difettoso. Allo stesso modo, anche un’auto di un’altra marca potrebbe essere coinvolta.

Anno di produzione, stabilimento, allestimento e componenti montati possono cambiare da un esemplare all’altro. L’unico controllo realmente affidabile è quello effettuato inserendo il VIN nel portale ufficiale del costruttore.

Il modello orienta, il telaio emette la sentenza.

Come controllare subito la propria auto

Serve il numero di telaio, normalmente composto da 17 caratteri e riportato alla lettera E della carta di circolazione o del Documento unico.

Il MIT ha pubblicato una pagina con i collegamenti ai portali ufficiali dei costruttori coinvolti, tra cui BMW, Audi, Honda, Mercedes-Benz, Ford, Citroën, Peugeot, Toyota, Volkswagen, Ferrari, Tesla, Suzuki, Jeep e molti altri.

La verifica è consigliabile anche prima di acquistare un’auto usata. Una revisione ancora valida non garantisce infatti che il richiamo sia stato completato, soprattutto sui veicoli controllati prima dell’entrata in funzione del nuovo sistema.

Cosa cambia davvero

La novità è semplice: ignorare il richiamo non sarà più possibile all’infinito.

Finora l’efficacia delle campagne dipendeva molto dalla capacità di rintracciare il proprietario e dalla sua volontà di prenotare l’intervento. Adesso revisione, numero di telaio e archivio della Motorizzazione diventano parti dello stesso ingranaggio.

Ed è giusto così.

Possiamo discutere per ore di assistenti elettronici invadenti, sensori che suonano anche quando respiri e auto che vorrebbero guidare al posto nostro. Ma un airbag che rischia di esploderti addosso non è una questione filosofica: va sostituito, gratis e possibilmente ieri.

Controllare il telaio richiede cinque minuti. Molto meno fastidioso di un’auto bocciata alla revisione e infinitamente meno doloroso di una scheggia sparata dal volante.

Hai controllato il tuo libretto? Clicca qui per verificare il tuo telaio sul sito del M.I.T

Cesare Gennaro

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