Il costruttore canadese Beachman Bikes lancia tre versioni ispirate agli anni ’60
Il mio socio di redazione Cesare è ancora lontano dal blog e mi trovo a dover coprire questa novità a due ruote. Spero davvero di fare un lavoro pulito nell’attesa del suo ritorno, dato che i motori non sono proprio la mia specialità. Da perito informatico-telematico preferisco analizzare i flussi dell’intelligenza artificiale, la politica o le dinamiche della scuola. Eppure, osservare questo telaio pulito senza grafiche infantili o colori fumettosi mi riporta alla concretezza dell’hardware retro della mia giovinezza, quando passavo le ore sui circuiti delle sale giochi o a configurare i canali dei primi schermi a tubo catodico. Esaminiamo allora questa architettura elettrica con la dovuta attenzione analitica.
Il ritorno delle linee classiche in chiave elettrica
La giovane scuderia canadese Beachman Bikes si è presentata sul mercato internazionale come la prima realtà motociclistica autorizzata del Paese da oltre un decennio. Per il suo debutto su vasta scala ha scelto di unire l’estetica delle storiche moto da corsa da bar degli anni Sessanta con un’architettura di propulsione interamente a zero emissioni.
Il progetto ha preso forma inizialmente grazie a un piano di finanziamento collettivo e la fabbrica sta ultimando le consegne dei primi 150 esemplari prenotati. La nuova famiglia di veicoli, denominata “Aviator”, si compone di tre varianti strutturali differenziate per capacità energetica e prestazioni di velocità.
I primi due modelli pronti per il mercato
Le prime configurazioni disponibili si rivolgono a chi cerca un mezzo agile per gli spostamenti urbani quotidiani. La versione di accesso è la “Aviator Class 2”, una variante dotata di pedali meccanici ausiliari che ne permette l’omologazione come bicicletta a pedalata assistita. Il modello successivo è la “Aviator Light Motorcycle”, la quale richiede invece immatricolazione, copertura assicurativa e regolare documento di guida.
Le due opzioni condividono le medesime configurazioni per l’accumulatore, ma differiscono nell’erogazione della velocità. Di seguito vengono riassunti i parametri principali delle due varianti:
| Caratteristica Tecnica | Aviator Class 2 (Pedalata Assistita) | Aviator Light Motorcycle |
| Batteria Base | 2,8 kWh (estraibile) – Oltre 88 km di autonomia | 2,8 kWh (estraibile) – Oltre 88 km di autonomia |
| Batteria Opzionale | 4,3 kWh (fissa) – Oltre 129 km di autonomia | 4,3 kWh (fissa) – Oltre 129 km di autonomia |
| Velocità su Strada | Massimo 32 km/h (56 km/h su aree private) | Massimo 72 km/h |
| Prezzo Indicativo | Circa 4.700 euro | Circa 5.100 euro |
Il motore elettrico si trova alloggiato direttamente nel mozzo della ruota posteriore e il rifornimento energetico avviene tramite una comune presa elettrica di casa. La dotazione di sicurezza include un blocco meccanico per il manubrio, un doppio isolamento protettivo per le celle e l’attivazione dei circuiti a distanza tramite radiofrequenza.
In autunno debutta la variante a prestazioni elevate
Il costruttore espanderà l’offerta entro i mesi autunnali con una terza configurazione progettata per offrire prestazioni analogiche a quelle di un motociclo tradizionale da 125 centimetri cubici. Questo modello integrerà una batteria fissa ad alta capacità da 8,2 chilowattora collegata a un propulsore da 8 chilowatt di potenza energetica.
I dati stimati per questa versione indicano una velocità di punta di 97 chilometri orari e una percorrenza complessiva che supererà la soglia dei 200 chilometri con un singolo ciclo di ricarica. I dettagli commerciali relativi ai costi definitivi per l’Europa verranno diffusi in prossimità della distribuzione nei concessionari.
Dotazioni moderne su uno scheletro d’epoca
Ogni esemplare della gamma viene assemblato esclusivamente su ordinazione specifica del cliente, sfruttando un telaio inedito sviluppato internamente dagli ingegneri canadesi.
La razionalizzazione degli spazi ha permesso di ricavare un pratico scomparto protetto per gli oggetti personali proprio nella zona dove un tempo risiedeva il serbatoio del carburante. L’equipaggiamento di serie si completa con dispositivi di illuminazione a scarica, indicatori di svolta, specchi retrovisori, riflettori ottici laterali, segnalatore acustico e una connessione USB-C per alimentare i dispositivi di comunicazione portatili.
Il mio verdetto da appassionato di hardware dal sapore classico
Il design d’altri tempi si sposa benissimo con i circuiti integrati.
Togliere la complessità dei vecchi motori termici per fare spazio a un accumulatore lineare pulito è un’ottima operazione di ingegneria. Questa struttura dimostra che l’evoluzione tecnologica può rispettare le forme storiche senza diventare un prodotto stile cartone animato.
Cosa ne pensate di questa combinazione tra linee anni Sessanta e propulsione elettrica? Lasciate un commento qui sotto per parlarne insieme e continuate a seguire le pagine di FullStackgarage.it!
Al prossimo impulso elettrico! Ci vediamo nella sezione dei motori digitali!
Il vostro perito elettronico prestato alle due ruote
Ciucci Gilberto



