Se pensate che il mondo delle due ruote sia diventato un po’ troppo prevedibile, beh, non siete i soli. Tra scooteroni tutti uguali e moto che sembrano fotocopie, c’è un nome che ogni tanto si sveglia e decide di tirare un pugno sul tavolo della monotonia. Quel nome è Italjet.
L’ultima creatura uscita dai pensieri di Massimo Tartarini non è solo un mezzo di trasporto, è una dichiarazione d’intenti. Parliamo dell’Italjet Roadster 400, e più nello specifico della sua versione di lancio: la Founders Edition. Un oggetto che è andato sold out in soli 46 minuti. Sì, avete letto bene. Meno del tempo di una pausa pranzo.
Oltre lo scooter: una questione di “pelle” e tubi
Dimenticate la plastica. Qui la struttura non è un segreto da nascondere sotto una carena, ma il cuore pulsante del design. Il telaio a traliccio in acciaio e le piastre in alluminio sono lì, in bella mostra, a urlare che questa macchina ha un’anima meccanica vera.
A guardarlo bene, il Roadster 400 sembra il fratello ribelle del celebre Dragster. Se il Dragster è un’arma da guerra urbana, il Roadster ha un sapore più maturo, quasi da café racer del futuro, ma con quella spavalderia tecnica che solo Italjet osa proporre.
La tecnica che non ti aspetti: il sistema DLAS
La vera “chicca” che lo separa da qualsiasi altra cosa vediate al semaforo è il sistema DLAS (Dynamic Linkage Articulated Steering). In parole povere? Hanno reinventato l’avantreno. Invece della solita forcella telescopica, abbiamo un meccanismo a forbice che separa la funzione di sterzata da quella di ammortizzazione.
Il risultato è una precisione di guida chirurgica e un assetto che non affonda mai in frenata. È strano da guidare all’inizio? Forse. È efficace? Estremamente. Specialmente se consideriamo che la Founders Edition monta sospensioni Öhlins (oro puro, letteralmente) sia davanti che dietro.
I numeri che contano
Non lasciatevi ingannare dalla cilindrata. Il monocilindrico da 394 cc tira fuori 41,5 CV e una coppia di 41,2 Nm. Ma il segreto è il peso: parliamo di appena 151 kg a secco. Se fate due calcoli rapidi, il rapporto peso/potenza promette partenze al fulmicotone e un’agilità che mette in imbarazzo moto di cilindrata superiore.
E poi c’è la musica. Lo scarico a doppia uscita firmato Akrapovič non è lì solo per bellezza (anche se quei terminali a nido d’ape sono uno spettacolo), ma per dare voce a un motore che vuole farsi sentire.
Perché la Founders Edition è già un pezzo da collezione?
Italjet ha deciso di produrne solo 777 esemplari numerati. La livrea è un mix magnetico tra il British Racing Green (o il Matt Anthracite) e dettagli color titanio. A completare il quadro, una sella artigianale con cuciture a contrasto e un display TFT circolare che strizza l’occhio ai vecchi tachimetri analogici, pur essendo modernissimo.
Il prezzo? 9.990 euro. Tanti per un 400? Forse, se lo paragonate a un banale scooter da città. Pochi, se considerate che state portando in garage un pezzo di design italiano numerato, equipaggiato con il meglio della componentistica mondiale.
Perché proprio 777 esemplari?
Non è un numero scelto tirando i dadi. Nel mondo dei motori (e non solo), il 7 è da sempre il numero della perfezione e della completezza. Per Italjet, produrre 777 unità significa voler racchiudere in ogni singolo pezzo l’essenza massima della loro visione. È un numero che evoca fortuna, ma anche una sfida: creare una cerchia ristretta di “eletti” che possiedono non solo una moto, ma un simbolo. Un tributo alla determinazione di chi, come Tartarini, ha deciso di scommettere tutto su un design che molti ritenevano “impossibile”.
In conclusione: ne vale la pena?
L’Italjet Roadster 400 non cerca il consenso della massa. È una moto (perché chiamarlo scooter è riduttivo) per chi vuole distinguersi, per chi ama la meccanica esposta e per chi non ha paura di rispondere alle mille domande che gli faranno ogni volta che parcheggerà in piazza.
Le consegne inizieranno a ottobre 2026, ma per i 777 fortunati che sono riusciti a cliccare “acquista” in quei fatidici 46 minuti, l’attesa sarà il preludio a un’esperienza di guida decisamente fuori dagli schemi.



