Se ci serviva un segnale che BMW Motorrad Motorsport non è “solo presente” ma vuole proprio prendersi la scena, eccolo qui: nel 2026 la Casa bavarese schiera un programma bello pieno tra WorldSBK e FIM Endurance (EWC), con nomi pesanti e obiettivi dichiarati senza troppi giri di parole.

Parliamo di cosa cambia, chi guida cosa, e perché questa stagione potrebbe essere da tenere d’occhio col casco già allacciato.

WorldSBK 2026: nuova coppia, stessa missione.

Dal comunicato ufficiale BMW (PressClub Italia, 29/01/2026) arriva la foto di famiglia: nel ROKiT BMW Motorrad WorldSBK Team la BMW M 1000 RR sarà affidata a:

  • Danilo Petrucci (#9): esperienza, garra e quel modo di stare in pista che non passa inosservato. BMW lo descrive come stabilmente tra i protagonisti del paddock.
  • Miguel Oliveira (#88): qui la notizia “succosa” è che debutta in WorldSBK dopo anni in MotoGP (dal 2019) con vittorie e podi in carriera.

La stagione parte a Phillip Island (Australia) il 21–22 febbraio.

E sì, BMW parla apertamente di “nuovo capitolo” dopo due titoli mondiali conquistati: pressione alta, aspettative altissime.

Per chi vuole un riscontro “di paddock” (non solo corporate): anche WorldSBK ha pubblicato il quadro delle lineup 2026 e include le novità in griglia.

Endurance (FIM EWC): BMW è stata ad un soffio dal titolo….

Qui il racconto si fa ancora più “da film”: nel 2025 il BMW Motorrad World Endurance Team è arrivato a meno di 30 minuti dal titolo mondiale all’ultima gara (Bol d’Or), ma un problema tecnico l’ha fatto scendere al terzo posto finale. BMW la chiama “World Champions of Hearts” (campioni del cuore).

Per il 2026, sulla BMW M 1000 RR #37 il trio principale sarà:

  • Michael van der Mark (novità importante: passa al programma EWC full-time dopo l’esperienza BMW in SBK e una presenza a Suzuka nel 2025)
  • Markus Reiterberger (colonna storica del progetto)
  • Steven Odendaal

Con Hannes Soomer come quarto pilota.

La stagione EWC inizia con la 24 Heures Motos a Le Mans il 18–19 aprile.

Sul fronte dichiarazioni, BMW non la manda a dire: l’obiettivo è puntare al titolo, e nel comunicato si parla anche dell’ambizione di entrare nella storia come primo costruttore europeo nell’EWC 2026.

Non solo “factory”: BMW spinge forte anche nel racing “esterno”.

Questo è un pezzo interessante perché dice molto della strategia: BMW non si limita a due squadre “ufficiali” e via. Nel 2026 amplia la presenza anche con team Official in mercati chiave e programmi collegati, tra cui:

  • AutoRace Ube Racing Team (Giappone): nel comunicato BMW si parla di un trio EWC di livello con Sylvain Guintoli, Naomichi Uramoto e Hannes Soomer.
  • Orange Cat Racing (USA): salto in MotoAmerica Superbike con due BMW M 1000 RR.
  • 8TEN Racing (UK): tra Road Racing e BSB con Peter Hickman e Davey Todd.

Tradotto: più moto in giro = più dati, più visibilità, più ecosistema. E quando ti presenti in due mondi diversi (SBK + Endurance), avere una famiglia allargata aiuta.

Perché questa presenza BMW nel 2026 è una roba grossa.

  • In SBK hai due piloti con personalità e curriculum: Petrucci “da battaglia” e Oliveira al debutto tra le derivate.
  • In EWC arrivi da un 2025 che brucia ancora… e quando brucia così, o ti spegni o ti trasformi. BMW sembra aver scelto la seconda.
  • La moto, la M 1000 RR, è la base comune: stessa “filosofia” ma due discipline totalmente diverse. E questa, per un appassionato, è poesia tecnica.

Quindi sì: nel 2026 BMW Motorrad non va “a vedere com’è l’aria”. Va a fare rumore. In SBK vuole stare davanti con una line-up fresca e affamata, in Endurance vuole prendersi ciò che nel 2025 è sfuggito per meno di mezz’ora.

E noi? Noi ci mettiamo comodi… ma col cuore in modalità launch control.