Un co-op a quattro nel Giappone feudale, 85 sviluppatori al lavoro, alpha test previsti per maggio. Poi Vantage Studios arriva e taglia tutto. Benvenuti nell’era delle “creative houses” dove i progetti scompaiono come PNG sotto le lame nascoste.
Ricordo quando su Assassin’s Creed: Brotherhood ho scoperto per la prima volta il multiplayer competitivo. Era il 2010, io stavo ancora cercando di capire come funzionava quella roba del pedinamento, e invece mi ritrovavo inseguito da altri giocatori camuffati da preti o cortigiane che mi volevano morto.
Era strano, era frenetico, ma funzionava. Poi Unity ha portato il co-op, Black Flag ha mescolato battaglie navali e PvP, e per un po’ sembrava che Assassin’s Creed avesse trovato una sua identità multiplayer.
Poi, per oltre un decennio, silenzio tombale.
E proprio quando sembrava che Ubisoft stesse per riportare in vita quella modalità con Assassin’s Creed League, un progetto cooperativo ambizioso che doveva rivoluzionare il futuro del franchise… puff, cancellato.
AC League: da DLC a standalone, poi nel cestino
La testata francese Origami ha confermato con sei dipendenti Ubisoft che i team di Ubisoft Annecy sono stati informati recentemente della cancellazione del progetto in codice AC League.
AC League era inizialmente concepito come DLC per Assassin’s Creed Shadows, pensato per chiudere il Season Pass con una serie di missioni narrative giocabili fino a quattro giocatori.
Ma la cosa si è evoluta parecchio nel tempo. Ubisoft Annecy ha rivalutato il piano nell’ultimo anno, ritenendo il progetto troppo lungo da produrre per raggiungere gli standard di qualità richiesti.
Così hanno valutato alternative: integrare il multiplayer in un altro AC in sviluppo, oppure ridurre la portata del gioco e farne un titolo cooperativo standalone più piccolo, usando frammenti del mondo aperto di Shadows.
Ubisoft Annecy ha perseguito la seconda opzione, puntando a lanciare sessioni alpha solo su invito intorno a maggio 2026 per testare il gioco e ottenere l’approvazione formale.
Insomma, stavano per farcela. Poi è arrivata la scure.
Vantage Studios: la nuova “casa creativa” che chiude i rubinetti
La cancellazione è avvenuta poco dopo che Ubisoft ha annunciato la sua ristrutturazione, che ha messo lo sviluppo di Assassin’s Creed sotto una delle nuove “Creative Houses” chiamata Vantage Studios.
Per chi non lo sapesse, Vantage Studios è la nuova sussidiaria creata da Ubisoft, responsabile dei franchise più grandi: Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six.
In seguito a sessioni di test con il top management di Vantage, i dirigenti di AC League sono stati informati della sua cancellazione.
Il motivo? Il progetto è stato ritenuto troppo costoso da sviluppare, e le future proposte per modalità co-op dovranno offrire alta rigiocabilità mantenendo i costi di sviluppo bassi.
Tradotto: Vantage Studios ha guardato i numeri, ha fatto due conti, e ha deciso che non ne valeva la pena.
85 sviluppatori in bilico, ma qualcosa sopravvive
AC League era sviluppato da un team di 85 persone presso Ubisoft Annecy, e un alpha test solo su invito era previsto per maggio 2026.
Adesso? Un piccolo gruppo del team di 270 persone di Annecy trasferirà i progressi tecnici chiave nel motore Anvil di Ubisoft, con l’obiettivo di semplificare il multiplayer rigiocabile per futuri titoli di Assassin’s Creed senza far esplodere il budget.
Quindi non è tutto perduto. O meglio, il progetto è morto, ma l’R&D continua. Chissà, magari tra qualche anno vedremo qualcosa di simile. Oppure no.
La maggior parte del team originale al momento sembra essere senza un progetto assegnato. Una bella botta per chi ci ha lavorato anni.
Ubisoft e la “grande ristrutturazione” del 2026
Questa cancellazione non è un caso isolato. Fa parte di un quadro molto più ampio.
Ubisoft ha annunciato una grande ristrutturazione organizzativa, operativa e di portfolio, dividendo l’azienda in cinque divisioni creative specializzate.
Le “Creative Houses” sono così divise:
- CH1 (Vantage Studios): Assassin’s Creed, Far Cry, Rainbow Six
- CH2: Shooter competitivi e cooperativi (The Division, Ghost Recon, Splinter Cell)
- CH3: Giochi live service (The Crew, For Honor, Skull & Bones)
- CH4: Mondi fantasy e narrativi (Beyond Good & Evil, Prince of Persia, Rayman)
- CH5: Giochi casual e family-friendly (Just Dance, UNO)
Per il 2026, Ubisoft prevede ricavi netti di circa 1,5 miliardi di euro e una perdita operativa di circa 1 miliardo di euro, incluso un colpo da 650 milioni dovuto a cancellazioni e ritardi di giochi.
Ubisoft ha deciso di cancellare sei progetti attualmente in sviluppo, oltre a chiudere selettivamente diversi studi e continuare le ristrutturazioni in tutto il gruppo.
La cancellazione di AC League è separata dai sei titoli spazzati via nei tagli di gennaio. Quindi tecnicamente è una settima vittima non ufficiale.
Il futuro del multiplayer in AC? Incerto
La cancellazione della modalità multiplayer di Assassin’s Creed League chiude le speranze di una nuova esperienza multiplayer, dato che la serie manca di una modalità competitiva o cooperativa da oltre dieci anni.
L’ultima volta che abbiamo avuto un multiplayer decente in Assassin’s Creed? Unity, nel 2014. Sono passati dodici anni.
E ora che Ubisoft Annecy – lo studio che ha creato i multiplayer di Brotherhood, Unity e Black Flag – si ritrova con un progetto cancellato e un team in standby, viene da chiedersi: torneremo mai a giocare insieme in Assassin’s Creed?
Forse sì, se Vantage Studios decide che vale la pena. Ma per ora, la risposta è un sonoro “boh”.
Il mio verdetto da vecchio gamer disilluso
Guardate, io capisco che Ubisoft stia attraversando un momento difficile. Capisco che devono tagliare i costi, riorganizzarsi, puntare su ciò che funziona.
Ma cancellare un progetto cooperativo ambizioso che era a pochi mesi dall’alpha test, con 85 persone che ci hanno lavorato, e che avrebbe potuto essere la base per il futuro del multiplayer in AC… beh, fa male.
Perché AC League non era solo un DLC. Era un tentativo di riportare in vita quello spirito cooperativo che abbiamo visto in Unity, quando ti infiltravi con gli amici nelle missioni e cercavi di non farti scoprire (spoiler: venivamo sempre scoperti).
E invece no. Troppo costoso, troppo ambizioso, troppo rischioso.
Benvenuti nell’era delle “Creative Houses”, dove i giochi vengono giudicati prima ancora di nascere e dove i team si ritrovano senza lavoro da un giorno all’altro.
E voi, cosa ne pensate? Vi sarebbe piaciuto giocare a quattro assassini nel Giappone feudale, oppure siete contenti che Ubisoft si concentri solo sul single-player?
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E lascia un commento: voglio sapere se anche voi pensate che Ubisoft stia sbagliando tutto, o se sono solo io il solito nostalgico che rimpiange i tempi di Brotherhood.
Al prossimo articolo!
Ciucci Gilberto




