Meta pianifica licenziamenti di massa per finanziare la super intelligenza e l’automazione del lavoro

La bacheca della Silicon Valley scotta più di un processore senza ventola di raffreddamento. Secondo un’esclusiva lanciata dall’agenzia di stampa Reuters, che ha citato tre fonti informate sui fatti, Meta starebbe preparando un colpo di forbici senza precedenti. Il piano prevede una riduzione del personale che potrebbe colpire il 20% della forza lavoro globale. Sebbene il portavoce Andy Stone abbia liquidato la notizia come una speculazione teorica, l’ordine ai dirigenti di alto livello sarebbe già partito: bisogna sfoltire i ranghi per fare spazio ai circuiti.

Il costo esorbitante della super intelligenza

Mentre migliaia di scrivanie rischiano di svuotarsi, i cordoni della borsa di Mark Zuckerberg si aprono per una cerchia ristretta di eletti. L’azienda sta investendo cifre folli per accaparrarsi i migliori ricercatori nel campo della super intelligenza. Si parla di pacchetti retributivi che superano i cento milioni di dollari distribuiti su quattro anni. L’obiettivo è pompare risorse nel progetto Avocado, il nuovo grande modello linguistico che dovrebbe riscattare il marchio dopo i passi falsi di Llama 4 e del mastodontico, ma mai nato, Behemoth. Entro il 2028, Meta prevede di bruciare circa 600 miliardi di dollari in infrastrutture e centri elaborazione dati.

Un solo operatore al posto di un intero team

La filosofia del “piccolo è bello” sta diventando il dogma di Zuckerberg per questo 2026. Durante le recenti conferenze, il fondatore ha chiarito la sua visione: grazie all’intelligenza artificiale generativa, compiti che un tempo richiedevano intere squadre di programmatori oggi possono essere gestiti da un singolo utente esperto. Questa automazione estrema non è un caso isolato. Anche giganti come Amazon e Block hanno già ridotto drasticamente il numero di dipendenti, puntando tutto su algoritmi capaci di scrivere codice e gestire l’assistenza clienti senza pause caffè. La transizione verso Avocado però non è priva di bug: i primi test di prestazione del nuovo modello non sembrano ancora soddisfare i requisiti minimi per dominare il mercato.

Il mio verdetto da vecchio smanettatone di BBS

Sembra di essere tornati ai tempi della crisi delle “dot-com”, ma con una differenza fondamentale: stavolta i computer non hanno solo bisogno di noi per essere accesi, ma stanno imparando a scriverci fuori dall’ufficio. Zuckerberg sta cercando di trasformare Meta in un’entità snella e automatizzata, ma tagliare il 20% del personale per scommettere tutto su un modello come Avocado, che ancora fatica nei test, è un rischio da “schermata blu della morte“. Sostituire l’esperienza umana con la forza bruta del silicio potrebbe rivelarsi un errore di sistema difficile da correggere.

Voi cosa ne pensate? L’intelligenza artificiale sarà il nostro miglior alleato o il modulo che ci manderà tutti in pensione anticipata? Scrivetelo nei commenti!

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Buona festa del Primo Maggio a tutti i lettori e al prossimo riavvio di sistema! Ci vediamo nel cyberspazio!

Il Vostro cronista del bit

Ciucci Gilberto