Perché il cofondatore di Apple critica aspramente l’attuale direzione dell’intelligenza artificiale

Steve Wozniak, l’uomo che ha saldato fisicamente i circuiti della mela più famosa del mondo nel 1976, ha lanciato un segnale di allerta. Mentre i vertici delle grandi aziende informatiche corrono verso un’automazione totale, il “Woz” mantiene una posizione di estrema cautela. La sua esperienza con l’intelligenza artificiale somiglia a un errore di caricamento del sistema. Nonostante abbia testato a fondo i nuovi strumenti, sostiene di usarli raramente a causa della loro natura piatta e della mancanza di precisione nelle risposte.

Un algoritmo prolisso e privo di anima

Secondo l’ingegnere, il limite principale dei nuovi modelli linguistici risiede nella loro incapacità di cogliere il cuore delle domande. Wozniak descrive situazioni in cui l’IA produce spiegazioni generiche ignorando l’elemento chiave inserito dall’utente. Il risultato è spesso un testo eccessivamente lungo che non risolve il problema specifico. Oltre a questo difetto tecnico, Wozniak trova i contenuti generati “troppo perfetti”, una caratteristica che li rende paradossalmente deludenti e privi di quella scintilla creativa che appartiene solo agli esseri umani.

Il testo prodotto dalle macchine viene definito “arido”. Durante un colloquio con la CNN, l’informatico ha ribadito che il miglioramento tecnologico è costante, ma mancano i segnali di una vera sostituzione dell’uomo. La ragione è scientifica: non comprendiamo ancora abbastanza bene il funzionamento del cervello umano per poterlo replicare interamente in un codice. Finché l’IA rimarrà priva di emozioni o preoccupazioni autentiche, l’individuo resterà un pezzo unico e insostituibile nel panorama biologico.

Lo scontro tra entusiasti e scettici

Il panorama tecnologico attuale è diviso da un solco profondo. Da una parte troviamo i leader dell’entusiasmo digitale come Sundar Pichai di Google, convinto che l’IA sia una rivoluzione più grande di Internet, o Tim Cook di Apple. Satya Nadella di Microsoft ha paragonato l’avvento di ChatGPT al passaggio dalla bicicletta alla macchina a vapore. Bill Gates ha persino accostato questa tecnologia all’invenzione del microprocessore e del personal computer. Esistono poi figure come l’investitore di capitale di rischio Marc Andreessen, convinte che l’algoritmo salverà il mondo.

Wozniak, invece, si posiziona sul fronte opposto, ricevendo a sua volta critiche dai vertici del settore. Mustafa Suleyman di Microsoft ha definito scioccante l’atteggiamento di chi solleva dubbi pubblici, mentre Jensen Huang di Nvidia ritiene che la negatività possa danneggiare lo sviluppo della società. Nadella ha persino chiesto di ignorare le critiche, definendole sciocchezze. In questa guerra fredda del silicio, Wozniak rappresenta la voce fuori dal coro che preferisce la sostanza umana alla perfezione della macchina.

La sfida irrisolta della comprensione

Nonostante lo scetticismo, Wozniak non esclude che in futuro l’intelligenza artificiale possa diventare più comprensiva. Potrebbe arrivare un giorno in cui il dialogo con un sistema digitale sarà indistinguibile da quello con un essere umano. Tuttavia, questa concessione non lo trasforma in un fanatico della tecnologia. Per il cofondatore di Apple, l’umanità non è un dato da ottimizzare, ma un’esperienza complessa fatta di sensazioni che un database non può contenere.

Il mio verdetto da vecchio nerd che ha ancora le cicatrici da saldatore sulle dita

L’intelligenza artificiale oggi mi ricorda quei vecchi lettori CD che saltavano alla minima vibrazione: tanta tecnologia, ma se il supporto non è perfetto, la musica si ferma. Wozniak ha ragione a diffidare di una perfezione che sembra uscita da un nastro magnetico preregistrato. Le macchine possono calcolare la rotta per la Luna in un millisecondo, ma non sanno ancora perché guardare le stelle ci faccia sentire piccoli. Preferisco un errore di sintassi umano a una risposta impeccabile scritta da un microchip senz’anima.

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Al prossimo caricamento hardware! Ci vediamo tra i settori logici del futuro!

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Ciucci Gilberto