Il centro elaborazione dati di Abilene scotta: Meta e NVIDIA pronti al sorpasso mentre il progetto miliardario barcolla.
Il progetto “Stargate”, l’ambizioso piano da 600 miliardi di dollari per costruire una flotta di centri elaborazione dati entro il 2030, ha appena incontrato il suo primo grande arresto. L’accordo iniziale da 300 miliardi tra Oracle e OpenAI prevedeva l’espansione massiccia della struttura di Abilene, in Texas. Tuttavia, le ultime indiscrezioni rivelano che il dialogo tra i due giganti si è bloccato, trasformando quello che doveva essere un paradiso del calcolo in un campo di battaglia per la locazione finanziaria.
Errori di sistema e hardware fuori servizio ad Abilene
Il nodo della discordia risiede nel sito gestito da Crusoe, che avrebbe dovuto vedere la propria potenza passare da 1,2 GW a circa 2 GW entro l’estate del 2025. Le trattative si sono arenate a causa della volatilità delle previsioni di domanda di OpenAI e di complessi nodi legati ai finanziamenti. A peggiorare il quadro clinico dell’infrastruttura sono stati i problemi di affidabilità riscontrati all’inizio dell’anno. Durante una tempesta invernale, otto edifici sono rimasti fuori servizio per giorni perché il gelo ha messo fuori uso i sistemi di raffreddamento a liquido. Questi disservizi hanno incrinato la fiducia tra Oracle e Crusoe, lasciando spazio a nuovi attori pronti a subentrare nella partita.
Meta inserisce il “Cheat Code” con l’aiuto di NVIDIA
Mentre OpenAI ricalibra la sua strategia puntando su altri siti in New Mexico e Michigan, Meta ha fiutato l’occasione per accaparrarsi la potenza di calcolo rimasta libera. L’azienda di Menlo Park avrebbe già avviato i contatti con Crusoe per subentrare nel contratto di locazione finanziaria. In questa manovra è emerso lo zampino di Nvidia, che avrebbe versato un deposito di 100 milioni di dollari a favore di Crusoe per agevolare il passaggio. La mossa di Jen-Hsun Huang serve a garantire che le sue unità di elaborazione grafica rimangano il cuore pulsante del sito, evitando che la concorrenza di AMD possa inserirsi in una struttura così strategica.
Il trasloco forzato della potenza di calcolo
Nonostante il rallentamento in Texas, OpenAI non sembra intenzionata a ridurre le proprie ambizioni globali. Il responsabile delle infrastrutture ha confermato che l’obiettivo di raggiungere 4,5 GW di capacità rimane intatto, distribuendo però il carico su altri nodi della rete nazionale. I centri elaborazione dati del Wisconsin e del Michigan diventeranno ora prioritari per compensare il vuoto lasciato dalla disputa texana. La guerra per il dominio dell’intelligenza artificiale si sta spostando dal codice puro alla gestione del ferro e dei gigawatt, dove la stabilità elettrica e climatica conta quanto la velocità dei processori.
Il mio verdetto da vecchio nerd che configurava i modem 56k
Siamo passati dai conflitti per gli indirizzi IRQ alle guerre per i gigawatt, ma la musica non cambia. Quando l’hardware non regge il clima o i conti non tornano, anche i progetti più futuristici rischiano di finire nel cestino. Vedere Meta e Nvidia allearsi per soffiare un centro elaborazione dati a OpenAI mi ricorda i tempi dei pirati informatici che si contendevano la banda larga. Il futuro è scritto nel silicio, ma senza una rete elettrica e sistemi di raffreddamento a prova di bomba, resta solo un mucchio di metallo costoso.
Credete che Meta riuscirà a gestire il sito di Abilene meglio di OpenAI o il Texas riserverà altri bug meteo? Dite la vostra nei commenti!
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Al prossimo pacchetto dati! Ci vediamo nel cyberspazio!
Il vostro amministratore di sistema di fiducia, sempre a caccia di pacchetti perduti.
Ciucci Gilberto



