Il nuovo modello slitta all’estate 2026 mentre Google Gemini domina la scena
La corsa folle verso l’intelligenza artificiale ha appena incontrato un segnale di stop per la corazzata di Menlo Park. Mark Zuckerberg ha premuto il tasto pausa su “Avocado”, il nuovo modello di punta che avrebbe dovuto riscrivere le gerarchie del settore. Nonostante le grandi aspettative per un rilascio all’inizio del 2026, i tecnici hanno dovuto posticipare il debutto a una finestra temporale compresa tra maggio e giugno. Il motivo? I test interni hanno evidenziato che, pur superando le vecchie versioni, Avocado non riesce ancora a competere con la potenza di calcolo dei rivali di Google.
Investimenti miliardari e cambio di strategia
Meta non sta badando a spese e ha messo sul piatto una cifra astronomica, tra i 115 e i 135 miliardi di dollari. Questi fondi servono a potenziare i centri elaborazione dati e a sviluppare circuiti integrati proprietari sempre più veloci. “Avocado” rappresenta una rottura rispetto al passato: se la famiglia Llama era il simbolo del codice aperto, questo nuovo progetto potrebbe nascere sotto una distribuzione controllata. L’azienda sembra voler dare priorità alla sicurezza e alla gestione dei dati, muovendosi verso un ecosistema più chiuso per proteggere il vantaggio competitivo.
L’alleanza inaspettata con il nemico
Mentre il team di sviluppo lavora per colmare il divario tecnico, circola un’indiscrezione che ha fatto saltare sulla sedia i puristi dell’informatica. Meta starebbe valutando di utilizzare temporaneamente i modelli Gemini di Google per alimentare i propri servizi. Sarebbe una mossa tattica senza precedenti: usare il motore dell’avversario per non perdere terreno mentre si ripara il proprio. Questa possibile collaborazione dimostra quanto sia alta la tensione in un mercato dove anche un ritardo di pochi mesi può significare l’oblio tecnologico.
Il mio verdetto da vecchio smanettone di Amiga 500
Vedere Meta che chiede aiuto a Google mi fa lo stesso effetto di quando dovevi soffiare sui contatti della cartuccia perché il gioco non partiva. Zuckerberg ha caricato troppi dati nel buffer e ora il sistema è andato in arresto. Avocado potrebbe essere la marcia in più, ma se non gira fluido al primo colpo, rischia di essere un lancio fallimentare come quelli che vedevamo sulle riviste di settore negli anni ’90. Meglio un rinvio oggi che un sistema instabile domani.
Voi che ne pensate di questo possibile “prestito” tecnologico tra rivali? Fatecelo sapere nei commenti!
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Il Vostro Cronista del Bit
Ciucci Gilberto



