Se giochi su PlayStation da qualche anno, probabilmente ti sarà capitato di incappare in PlayStation Stars. Non era il Santo Graal dei premi, non ci compravi la casa, ma era quella piccola motivazione in più per accendere la console: completare una sfida, guadagnare qualche punto, riscattare credito o collezionabili digitali. Una di quelle cose che non cambiano la vita, ma fanno piacere.

Eppure, come spesso succede nel gaming moderno, nulla è eterno.

Sony Interactive Entertainment ha confermato che il programma fedeltà verrà gradualmente dismesso dopo circa tre anni di attività, segnando la fine dell’esperimento iniziato nel 2022.

Secondo quanto comunicato ufficialmente dall’azienda, non si tratta di una cancellazione improvvisa, ma di una chiusura pianificata mentre si studiano nuove forme di coinvolgimento della community.

Lanciato nel 2022, il programma nasceva con un’idea semplice: premiare chi giocava.

Non con trofei virtuali (quelli già li abbiamo in abbondanza), ma con ricompense concrete o collezionabili digitali.

Gli utenti accumulavano punti partecipando a campagne e sfide in vari modi: avviando determinati giochi, ottenendo trofei specifici, completando attività promozionali oppure acquistando titoli sul PlayStation Store (specialmente per abbonati PlayStation Plus).

Questi punti potevano poi essere convertiti in varie ricompense tra le quali: fondi per il portafoglio PSN (Playstation Network), giochi o contenuti scaricabili e oggetti digitali esclusivi.

Tra le caratteristiche più particolari c’erano proprio i Digital Collectibles, rappresentazioni virtuali di personaggi, hardware o simboli storici PlayStation da esporre in una vetrina digitale nell’app.

Sony ha sempre chiarito che non si trattava di NFT: niente blockchain, niente rivendita, solo memorabilia virtuale per i collezionisti più incalliti.

Il sistema non era solo “fai punti e basta”.

C’era una struttura a livelli (1–4) basata su attività e acquisti, che premiava i giocatori più attivi con benefici aggiuntivi; per esempio, priorità nell’assistenza via chat.

Ora, parliamoci chiaro, non era un sistema rivoluzionario. Ma era abbastanza intelligente da dare una sensazione di progressione, e nel gaming quella sensazione conta sempre.

Sony ha spiegato la decisione in modo molto corporate, ma leggibile tra le righe:

“Abbiamo imparato molto valutando le attività a cui i giocatori rispondono meglio e continueremo a evolverci con le tendenze del settore.”

Tradotto dal linguaggio aziendale: si prova, si traggono i risultati e si cambia rotta.

La roadmap decisa è la seguente: per prima cosa chiuse le nuove iscrizioni per proseguire con attività e campagne disponibili fino al 23 luglio 2025 dopo un po’ di tempo la fine ufficiale del programma prevista per 2 novembre 2026 e infine i collezionabili digitali resteranno accessibili agli utenti.

Dal mio punto di vista, quello di uno che ha visto passare generazioni di console e di hype, questa storia racconta qualcosa di più grande: Il gaming ormai non è più solo premere start e giocare: è un ecosistema di servizi, programmi fedeltà e meccaniche studiate per farti restare dentro, e possibilmente tornarci ogni giorno.

E Sony sta chiaramente ripensando il modo in cui vuole tenere legati i giocatori alla piattaforma. Non sappiamo ancora cosa arriverà in futuro, ma qualcosa arriverà, perché nessuna azienda abbandona questo terreno senza avere un piano.

Nel frattempo, Stars resta una piccola capsula del tempo: un esperimento interessante, non perfetto, ma neanche inutile.

Tu lo usavi? Accumulo compulsivo di punti… oppure ignorato come le notifiche del backlog?

Scrivicelo nei commenti, sono curioso davvero di sentire esperienze diverse.

E se ti piacciono questi approfondimenti tra gaming, tecnologia e memoria videoludica vissuta sul campo, continua a seguire FullStackGarage: qui si parla da giocatori veri, non da addetti al comunicato stampa.

Ciucci Gilberto

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